Il mito di Cola di Rienzo
Il „Rienzi“ di Richard Wagner tra messa in scena politica ed estetica
Giornata di studi della Sezione Storia della Musica del Deutsche Historische Institut in Rom in cooperazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
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Istituto Storico Germanico di Roma
Via Aurelia Antica, 391 I – 00165
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In occasione del 150° anniversario del Festival di Bayreuth, nel 2026 è andata in scena per la prima volta l’opera giovanile di Richard Wagner Rienzi. La trama si ispira alla vita del tribuno del popolo romano medievale Cola di Rienzo. Esso salì al potere nel 1347 grazie a un colpo di mano incruento, aspirando a un rinnovamento dell’antica Roma. Fallì, tuttavia, dopo soli sette mesi e perse la vita durante una rivolta. Cola di Rienzo, figura ambigua a metà strada tra eroe popolare e tiranno, affascinò numerosi artisti del XIX secolo.
Presentata per la prima volta nel 1842 a Dresda, l’opera Rienzi segnò la svolta nella carriera di Wagner. Successivamente, però, il compositore eliminò l’opera dal canone del festival di Bayreuth, in quanto non più in linea con la sua visione artistica. Dopo la fondazione dell’Impero tedesco nel 1871 la composizione, già politicamente carica, assunse una valenza nazionalista. Particolarmente noto è il suo effetto su Adolf Hitler, per il quale si ritiene che Rienzi fosse la sua opera lirica prediletta. Nel Terzo Reich l’ouverture divenne l’emblema sonoro dei congressi del partito nazista (NSDAP). Nell’Italia fascista, invece, l’opera non ebbe alcun ruolo, poiché Mussolini evitò consapevolmente qualsiasi paragone con il tribuno del popolo.
La giornata di studio è dedicata alla variegata storia della ricezione politica dell’opera Rienzi in Germania e in Italia.
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