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Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore
mezzosoprano
Gerhild Romberger
tenore
Clay Hilley
soprano
contralto
Daniela Salvo
Bruckner
Te Deum
Mahler
Il canto della terra
Biglietti
Bibliomediateca
Descrizione
Foto
Mahler: Il Canto della Terra

Della vita e della morte parla anche l’ultimo ciclo di Lieder di Gustav Mahler, Das Lied von der Erde. Il nucleo fllosofico di quest’opera inafferrabile e dai molteplici volti scaturisce dalla medesima fonte ideale di Tod und Verklärung, ossia la lacerante separazione dell’individuo dall’eterno ciclo di morte e rinascita del mondo. A differenza del precedente Poema Sinfonico, però, Das Lied si pone al termine del percorso creativo dell’autore, che raggiunge in questo ciclo l’esito più raffinato di quella combinazione di organicità e cura del dettaglio, così tipiche del suo stile. La perfezione dei mezzi tecnici non riguarda soltanto il processo compositivo, ma coinvolge la complessa strategia poetica e musicale dell’intero lavoro.

Tutto, in quest’opera, corrisponde a una duplice natura. Ciascun elemento si vede riflesso sia nel macrocosmo che nel microcosmo, in un gioco di specchi tra vita e morte in alcun modo leziosamente futile e decorativo, come la cornice esotica del testo indurrebbe a credere.

La forma del lavoro, pur nella salda unità della sua concezione globale, sfugge a una definizione precisa. Mahler fonde magistralmente in un unico blocco due mondi diversi, quello del Lied e quello della Sinfonia. Le due dimensioni avevano sempre coabitato nella sua opera, percorrendo strade che a volte s’incrociavano e a volte rimanevano parallele, ma che si erano sempre mantenute nell’ambito della propria autonomia espressiva. Das Lied invece tenta di oltrepassare i confini di ciascun mondo, per congiungere forme eterogenee di pensiero musicale in una nuova e più elevata unità spirituale. E anche questa, in fondo, è una forma di trascendenza.

L’originalità formale di Das Lied rimanda senza equivoci al mondo della Sinfonia, di cui condivide per intero il complesso percorso ideale, dalla formulazione della materia drammatica fino alla soluzione musicale e poetica. Questo non significa, tuttavia, che il lavoro corrisponda, sebbene in maniera peculiare, alla forma tradizionale, articolata in quattro movimenti, come spesso è stato affermato. Il tentativo di adattare a forza Das Lied in una grìglia di questo genere, interpretando Der Einsame im Herbst come il tempo lento e i tre Lieder centrali (Von der jugend, Von der Schönheit, Der Trunkene im Frühling) come un articolato Scherzo sinfonico, impoverisce la ricchezza inventiva del suo impianto musicale. In realtà Mahler ha crealo una forma nuova, diversa da tutto ciò che l’aveva preceduta e rovesciata, per così dire, rispetto alle monumentali proporzioni dell’Ottava Sinfonia, con cui era giunto al termine di una fase del suo percorso filosofico e poetico. Das Lied, accostabile sotto molti aspetti alla Seconda Sinfonia, costituisce piuttosto un nuovo inizio del mondo sinfonico di Mahler, una rinascita rimasta purtroppo muta per l’autore, che non potè ascoltare questo lavoro, né la successiva Nona Sinfonia. Das Lied von der Erde fu eseguito postumo, a Monaco di Baviera, il 20 novembre 1911, nell’ambito di due giornate commemorative dell’autore, scomparso da appena sei mesi. Bruno Walter diresse l’orchestra del Munich Konzertverein, solisti furono il tenore William Miller e il contralto Sarah Charles Cahier.

 

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Biglietti

Platea: Euro 52
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