Due parole su… Franco Ferrara
Bibliomediateca dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Largo Luciano Berio, 3
Ingresso libero
Orari di apertura:
Lunedì, mercoledì, venerdì: 9.39 – 13.30
Martedì, giovedì: 9.30 – 16.30
La Bibliomediateca dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, a partire da martedì 23 giugno, diventa (anche) uno spazio espositivo.
Alle ore 17 sarà inaugurata la prima mostra dedicata a Franco Ferrara, “Due parole su… Franco Ferrara”, violinista, compositore, direttore d’orchestra, didatta tra i maggiori del secondo Novecento, accademico di Santa Cecilia. Ne parleranno la musicologa Alessandra Carlotta Pellegrini e Marcello Panni, allievo di Ferrara e a sua volta accademico.
Da questo mese, gli spazi della Bibliomediateca ospiteranno un ciclo di esposizioni temporanee a cadenza bimestrale, concepite per riportare alla luce i materiali conservati nell’Archivio storico e nei vari Fondi dell’Istituzione. Un’iniziativa che offrirà al pubblico la possibilità di scoprire documenti in gran parte inediti (tra fotografie, partiture, lettere e programmi di sala) tracciando un ritratto intimo dei più importanti direttori d’orchestra e compositori legati alla storia dell’Accademia.
Nuove teche appositamente commissionate, completamente rimovibili, ospiteranno a turno una mostra: nel 2026, seguiranno esposizioni dedicate a Mauro Bortolotti e Orazio Fiume, coniugate con altrettanti incontri di approfondimento. Ogni nuovo allestimento sarà infatti accompagnato da una breve conversazione intorno al protagonista dell’esposizione.
Questa prima esposizione dedicata a Franco Ferrara ne ripercorre la complessa parabola: dagli esordi come violinista fino al successo sul podio, drammaticamente segnato dal concerto del 1940. In quell’occasione un primo, inspiegabile malore inaugurò una lunga serie di interruzioni che lo costrinsero, nel 1948, al ritiro quasi totale dalle esibizioni pubbliche. Conclusa prematuramente la stagione della direzione dal vivo, Ferrara si dedicò a una feconda attività di insegnamento e intrecciò un intenso legame con il cinema. Nell’arco di un ventennio diresse le colonne sonore di oltre settanta film, collaborando a stretto contatto con Nino Rota, e firmò lui stesso le musiche per sei lungometraggi, tra cui Il sacco di Roma (1953) del regista Ferruccio Cerio.
Le teche conservano, fra le varie cose, telegrammi e biglietti a lui indirizzati da parte di Claudio Abbado e Herbert von Karajan, un ritratto in gesso, una caricatura di Ferrara accanto a Nino Rota disegnata da Milo Nicolai, nonché i giudizi autografi redatti dal maestro in occasione del Premio Marzotto, fra cui una severa opinione su un lavoro di Xenakis in gara, ritenuto ‘insopportabile’.